Pop Music Now: The Backlash

L’arte incontra la musica anche a Japan Now! come nella migliore delle tradizioni della Pop Art. Domenica 1 marzo infatti la nostra mostra ha avuto il piacere di ospitare un concerto acustico dei Backlash, giovane band emergente della scena britpop milanese.

The Backlash ph 2La storia di questo gruppo di ragazzi comincia nel 2011 a Cormano (MI), quando il chitarrista Francesco Lucà e il batterista Luca Mangano, amici da anni, si ritrovano e decidono di creare una band. In poco tempo alla formazione si uniscono il bassista Mattia Cochetti e il cantante Alessio Gatto. Quest’ultimo condivide con Francesco Lucà la terra d’origine, il  Salento, e anni passati assieme a scrivere canzoni, sognando un futuro nella musica, per poi trasferirsi entrambi nel milanese. Completata la band, la sfida è quella di trovare il sound giusto che concili le varie influenze musicali dei componenti. L’elemento che da subito accomuna i quattro ragazzi è la passione per il britpop e il desiderio di dare vita ad una nuova generazione di musica ispirata alle “british invasions” degli anni ’60 e dei decenni ’80/’90. Dopo un anno passato tra sala prove e concerti nei locali di Milano, tentando di far conoscere il risultato della loro ricerca musicale a metà tra britpop, shoegaze e influenze indie rock, arriva la grande occasione: l’incontro con Enrico Lazzeri, talent scout della Rocketman Records. Da questa collaborazione, nell’estate 2014, nasce l’EP “3rd Generation” prodotto da Ettore Gilardoni.

L’EP è il primo passo verso una carriera professionale nella musica e i Backlash vi arrivano sicuri tecnicamente oltre che determinati a dimostrare il proprio valore. Le sei tracce contenute in “3rd Generation” sono un biglietto da visita potente, in cui la band dimostra un affiatamento e un’esperienza musicale paragonabile a 3rdGArtwork.jpggruppi ben più rodati. Le influenze british sono chiarissime: sin dal primo ascolto si possono riconoscere le sonorità di Oasis, Verve e Blur. La voce di Alessio, usata come se fosse uno strumento musicale, si fonde perfettamente con le note e il mood dei pezzi scritti in inglese da Francesco Lucà, ricordando a tratti lo stile di Liam Gallagher o Richard Ashcroft. Se da un lato i riferimenti sono evidenti, dall’altro, ad un ascolto più attento, si possono individuare anche elementi di originalità, nell’uso del basso ad esempio, che vogliono essere il tentativo di dare una personalità a quella “terza generazione” di britpop che esuli dalla mera imitazione. La scelta di non inserire cover è da lodare e dimostra una volontà di creare davvero qualcosa di nuovo rispetto ad una scena live troppo spesso dominata da cover band e locali restii a far esibire gruppi emergenti. La traccia finale Spin ‘round, diventata il primo singolo estratto, è forse la più rappresentativa e contiene le premesse giuste per far apprezzare a tutti la musica di questa band.

<<Backlash significa contraccolpo ed è proprio questa l’idea di fondo: volevamo comunicare di essere qualcosa che viene dopo. Nel nostro caso, dopo l’esplosione britpop degli anni ’90>> racconta Alessio Gatto, parlando del nome della band, nell’intervista realizzata per questo blog. Aggiunge Francesco Lucà <<il nome è stato scelto il pomeriggio della nostra prima uscita ufficiale: un’intervista ad una radio universitaria. Per un anno nessuno aveva trovato il nome giusto poi Alessio ha avuto l’idea e da quel momento siamo diventati i The Backlash.>> 

L’immagine di copertina dell’ EP rappresenta la mano di un bambino che fa il gesto del tre, qual è il significato? <<Il tre rimanda alla nostra idea di terza generazione ed abbiamo scelto proprio la mano di un bambino per inviare il messaggio di voler far nascere un movimento nuovo. Ciò che manca veramente nel panorama italiano è uno stile musicale che crei aggregazione così quella piccola mano rappresenta la speranza di dar vita e far crescere un movimento che dia nuova importanza alla musica pop. Per noi è significativa la contrapposizione tra la fragilità della mano del bambino e la sicurezza del gesto: rappresenta una generazione che, certamente deve ancora crescere, ma che sa già molto bene su cosa si fonda e dove vuole arrivare.>>

Le persone avvertono davvero il bisogno di una nuova ondata di britpop o è un sogno solo vostro? <<Secondo noi è un bisogno comune a tantissime persone: è sufficiente pensare all’enorme successo delle serate britpop nei locali milanesi. Il problema è che attualmente il panorama musicale, non solo in Italia, è molto disgregato. Non esiste più un movimento che coinvolga le masse a livello mondiale, che crei aggregazione e stili nuovi come è sempre avvenuto nella storia del rock e del pop. Manca la musica rock come la intendiamo noi: con le chitarre in primo piano e un frontman coinvolgente. I grandi musicisti hanno sempre espresso tanto con i propri strumenti diventando anche idoli da imitare; oggi invece sarà difficile che un ragazzino si appassioni alla musica pop/rock e decida di prendere in mano uno strumento solamente guardando i talent in tv. Purtroppo ora il mainstream non offre molti esempi positivi: i gruppi stanno diventando sempre più delle one man band quando invece il rock si è sempre fondato sull’insieme più che sul singolo. Noi crediamo molto in questo concetto e cerchiamo di condividere tutto.>>

Qualche tempo fa avete avuto la fortuna di incontrare Noel Gallagher, ormai ex degli Oasis. Com’è andata? <<L’incontro è stato fugace ma abbiamo avuto il piacere di regalare una copia del nostro EP a Noel Gallagher con una dedica: “the britpop once again”. Lui ha sorriso, “this is the 3rd generation of britpop” gli abbiamo spiegato e ci ha risposto: “I hope so!”. Sicuramente è stata una bella parentesi.>>

Cosa significa per voi fare buona musica? <<Per noi la musica è totalizzante, è la nostra vita. Fare buona musica significa suonare con passione e motivazione ogni giorno.>>

Come vedete il vostro futuro? << In questo momento il futuro per noi è rappresentato dal progetto The Backlash ma vorremmo che, al di là di tutto, la musica facesse sempre parte delle nostre vite. Siamo convinti che la nostra musica sia di grande respiro e che rappresenti qualcosa a cui le persone possano appassionarsi. Siamo consapevoli che emergere non sia facile, soprattutto all’interno della scena italiana, ma il segreto forse è incontrare qualcuno che creda davvero in te e saper costruire un network in grado di far conoscere la band ad un pubblico sempre più vasto.>>

Come vedete il rapporto tra arte contemporanea e musica? <<Ogni movimento porta con sé elementi stilistici che si esprimono in diversi tipi di arte: dalla musica, alla moda, fino alla pittura. Ci vengono in mente ad esempio i The Who ma soprattutto, per quanto riguarda la Pop Art, Andy Warhol e i Velvet Underground. La factory di Warhol era un ambiente in cui si respirava arte a trecentosessanta gradi; attualmente manca un personaggio come lui che riesca a vedere un tutt’uno tra le diverse forme d’arte e che crei un luogo dove gli artisti possano confrontarsi e sostenersi a vicenda.>>

Com’è stata la vostra esperienza a “Japan Now!”? <<Ci siamo trovati molto bene e ringraziamo Antonella per l’invito. Abbiamo realizzato per la prima volta un set acustico completo ed è stato davvero divertente. Ci siamo affezionati sopratttutto ai peluches dei personaggi di Murakami!>>

Stefania Bo

Per seguire la band su Facebook:  www.facebook.com/TheBacklashBand
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